Il perché di un sito
di Giorgio Gobbi[1]
Internet esiste da oltre 30 anni, ma la sua grande popolarità è iniziata una dozzina d'anni fa. Infatti il web, ovvero la ragnatela di pagine collegate tra loro che permette un facile accesso alle informazioni, è stato introdotto all'inizio degli anni '90 e da allora ha trascinato l'espansione di Internet a ritmo inarrestabile. Oggi, per la maggioranza degli utenti, Internet significa web e posta elettronica.
Il numero di utenti è passato da 16 milioni alla fine del 1995 a circa un miliardo alla fine del 2005, mentre il numero di pagine web aveva già superato i due miliardi a metà del 2000. Parallelamente, è cresciuto il numero dei siti web, che ha superato i 400 milioni nei primi mesi del 2006. Il numero di siti con dominio .it è circa 1.250.000, a cui vanno aggiunti i siti italiani con domini .com, .net, .org e via dicendo.
Il numero di utenti italiani di Internet varia secondo la frequenza di accesso alla rete e la fonte delle stime. Calcolando anche gli utenti saltuari, si parla di circa 18 milioni di persone, che scendono a circa 5 milioni per chi usa Internet tutti i giorni. Esistono stime molto più ottimistiche, ma non godono di molto credito.
Come si vede, anche se trascorreste varie ore al giorno a visitare siti Internet, non riuscireste a vederne molti. Visitando un sito nuovo ogni minuto, per otto ore al giorno, ci vorrebbero oltre 2000 anni per dare una rapida occhiata a Internet. Di fatto, gli utenti si orientano a una serie limitata di siti che frequentano abitualmente e in più cercano i siti di interesse tramite i motori di ricerca e - se ne hanno voglia - visitano i siti che vengono loro segnalati dai conoscenti o da messaggi pubblicitari particolarmente efficaci.
In questa scena, ogni responsabile aziendale si fa qualche idea su come utilizzare Internet. C'è chi pubblica una sorta di vetrina delle proprie attività e poi se ne dimentica, c'è chi ignora o rimanda la questione, c'è chi pubblicizza e tiene aggiornato il sito sperando che qualcuno lo veda e c'è una minoranza che utilizza il sito come strumento di lavoro, rendendolo parte integrante delle proprie attività di marketing.
Dato che le cose non accadono da sole o per caso, il sito di un'azienda è efficace se è ideato con le finalità e gli obiettivi corretti ed è progettato e realizzato in modo consapevole e competente.
Negli scorsi anni molte aziende, credendo di risparmiare, hanno dovuto fare e rifare il proprio sito diverse volte. Magari costava poco, ma non andava mai bene perché mancava di personalità, non creava interesse, l'aspetto era mediocre, il testo era sciatto, non comunicava un'idea o un messaggio coerente e il pubblico ne stava alla larga.
Alla fine degli anni '90 vennero di moda gli effetti speciali, i video non necessari, i suoni non richiesti e le scritte lampeggianti. Ci fu il periodo degli striscioni pubblicitari e delle finestre pop-up, che gli utenti hanno imparato a ignorare o a bloccare del tutto. Negli anni del nuovo millennio, dopo la crisi e la ripresa del Nuovo Mercato, l'approccio è diventato più pragmatico: non si tollerano più i costi immotivati e si tende a eliminare ciò che non produce un ritorno.
Qualcuno si è spinto fino a suggerire l'idea che l'estetica e l'aspetto piacevole del sito abbiano importanza secondaria, poco influente sul grado di efficacia del sito. In realtà, la ricercatezza e gli effetti speciali hanno fallito quando sono stati usati senza talento, mentre un artista sa interpretare la realtà senza sconfinare nel cattivo gusto. Un sito non ha bisogno di effetti speciali e di grandi spese per trasmettere la personalità dell'azienda, avere un aspetto piacevole e comunicare efficacemente con i visitatori; ha bisogno di sviluppatori competenti e disposti ad assumere il punto di vista dell'azienda.
Perché ogni azienda e ogni professionista ha bisogno di un sito? E' una cosa da esibire come un'auto sportiva? Serve per divertire i visitatori? Si deve avere un sito perché ce l'hanno "tutti"? Serve a dimostrare che l'azienda esiste? Serve per fare carriera in azienda? Serve per dare fastidio ai concorrenti? E' come un fiore all'occhiello? Contribuisce al senso di appartenenza del personale?
Nessuna di queste risposte centra il bersaglio. Il sito di un'azienda è uno strumento di marketing, che porta affari, riduce i costi di molte attività (comunicazione, documentazione, promozione, interazione con i clienti, assistenza ecc.), incrementa la portata e l'efficacia della comunicazione, consente di restare in contatto con i clienti e di contattare nuovo pubblico e la lista dei benefici potrebbe continuare.
In poche parole, il sito genera affari per voi, alleggerendo lo sforzo del personale e amplificando l'efficacia delle buone idee. In un mercato maturo come il nostro, il gioco di ogni azienda è tenersi i clienti e portarne via alla concorrenza e Internet è un prezioso alleato. Se la maggior parte dei siti non interpreta tale ruolo, il motivo è che l'ideazione ed esecuzione del sito è lasciata al caso, che di regola è un avversario, non un alleato.
Se vi chiedete quale possa essere il ritorno dall'investimento (ROI) in un sito web, provate a pensare ai vantaggi che avreste in sei tipiche aree: la creazione del brand (marca o nome commerciale), la generazione di nuovi contatti, le vendite online, l'assistenza clienti, le ricerche di mercato e la pubblicazione di contenuti (documenti, manuali, storie di successo, casi reali, ecc.).
Un'azienda con abbondanza di mezzi non ha difficoltà a ingaggiare un intero staff di professionisti specializzati in ogni settore: l'estetica del sito, il design, i testi, la programmazione, l'interattività, i contributi multimediali e così via. Quello che serve a una piccola azienda è più semplice: chiarezza di idee, obiettivi ben definiti, tattiche competitive e una strategia coerente che concentri gli sforzi dell'azienda sull'obiettivo, come un laser.
Come fate a scegliere il fornitore a cui affidare lo sviluppo del vostro sito? Dovreste comunicare al vostro interlocutore tutte le informazioni riguardanti l'azienda e il mercato, verificare che abbia capito scopi, obiettivi e personalità dell'azienda, verificare che si prenda a cuore il vostro successo come farebbe un partner e verificare che imposti il sito come uno strumento di marketing, attrezzato per attirare nuovi contatti, comunicare con i visitatori in modo appropriato (chi si annoia o non capisce se ne va all'istante) e creare un rapporto di fiducia con ciascuno di essi. L'azienda che sviluppa il sito dovrebbe dimostrare di avere competenze nei settori artistico, copywriting (la scrittura dei testi), tecnico (anche per favorire il posizionamento del sito nei motori di ricerca) e soprattutto marketing, per far funzionare il sito come un generatore di business.
Il sito serve per espandere gli affari dell'azienda, quindi chiunque partecipi alla sua ideazione e costruzione dovrebbe condividere questo obiettivo e fare la propria parte per realizzarlo.
[1] Giorgio Gobbi, oltre che pittore e poeta (www.giorgiogobbi.com), è una prestigiosa firma dell'editoria informatica che ha collaborato per diversi anni con PC Professionale e PC Open. Ora, tra le altre cose, collabora con ViEffe mettendo a disposizione dei nostri clienti il suo know-how sul marketing.

